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La
villa, costruita presumibilmente nella prima metà del 1500 su
incarico dei Conti Arnaldi di Vicenza, presenta una robusta
struttura orizzontale con le facciate principali esposte l’una
a settentrione e l’altra a meridione. Le grandi finestre rettangolari
dai davanzali sostenuti da mensole in pietra lavorata e la planimetria
interna della villa, portano gli storici ad attribuirne la paternità
architettonica ad Antonio Francesco Olivera, discepolo del grande
architetto veronese Michele Sammicheli (1484-1559). Si può osservare
inoltre la tipica architettura cinquecentesca vicentina del
tempo, nel salone centrale, ora interamente restaurato, ammirando
i pavimenti in cotto originali e le interessanti travature del
soffitto, intervallate da lavorazioni lignee a cassettoni. |
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Gli affreschi del salone principale
risultano in discrete condizioni di conservazione, soprattutto i
festoni allegorici che circondano porte e finestre. Le immagini di
donne, putti, ornamenti e fiori che si possono ammirare, inducono la
critica a sostenere che tali affreschi siano stati eseguiti da Paolo
Caliari, in collaborazione con i suoi seguaci Fasolo e Zelotti.
Purtroppo gli affreschi dei saloni e delle stanze laterali sono
andati perduti nel corso del 1800. Si ritiene infatti che,
precedenti proprietari, in occasione di un importante matrimonio,
abbiano ritenuto essenziale ricoprire di malta i dipinti affinché,
date le immagini scabrose di nudi e di guerra riprodotte, gli sposi
non potessero essere turbati. (Magrini 1851). E' degno di nota,
anche un portale interno settecentesco, posto a metà della parete
est della stanza principale. Le travature del sottotetto risultano
essere ancora quelle originali, e si possono visitare accedendo ai
saloni del piano superiore. Interessanti anche le trecentesche
cornici in pietra lavorata che impreziosiscono le porte del II
piano. I rustici, visibili dal giardino antistante, sono ornati da
imponenti colonne bugnate, che si ispirano agli antichi modelli
romani, rimaneggiati dal Sammicheli. Il complesso è dotato di
cappella gentilizia posta a nord del caseggiato, aperta al culto e
dedicata a Santa Rita.
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